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È un telegiornale a far scoprire a Mattia e sua madre la verità sul nonno: alcuni teppisti hanno gettato bottiglie incendiarie contro le baracche dei rom di Ponte Mammolo, e nonno Gabriel è rimasto vittima delle fiamme portando in salvo Kino, un bimbo di sei anni. Ma cosa ci faceva al campo? Gabriel sentiva che gli sarebbe successo qualcosa di terribile, perché un oscuro presagio l'aveva già spinto a seminare sul cammino del nipote indizi e frammenti di una verità nascosta. Ora sta a Mattia, con l'aiuto di Angela e Nazifa Bebé, scoprire chi è davvero quel nonno taciturno, qual è la pagina mancante del suo passato, storia dimenticata dalla Storia, che chiede la giustizia di un ricordo.


In questa riscrittura del famoso testo teatrale, Roberto Piumini sa trarre da Shakespeare gli elementi più significativi, duraturi e quindi più vicini alla sensibilità del giovane lettore contemporaneo, dalla nascita impetuosa dei sentimenti e delle passioni tipiche dell'età adolescenziale ad una altrettanto forte caratterizzazione dello scavo interiore e dell'analisi psicologica.


"Infame!", ripetono gli ex amici all'uscita da scuola. "Infame!", sospira la madre tra le lacrime. "Infame", inveisce il fratello Paolo con rabbia. Rosario vive a Palermo ed è il figlio di un pentito di mafia. Alcuni mesi prima il padre ha deciso di collaborare con la giustizia ed è stato trasferito in una città del nord con una nuova identità. La famiglia però gli ha voltato le spalle e Rosario non sa più cosa pensare. A scuola gli hanno insegnato che la mafia è una cosa brutta, in famiglia sostengono il contrario. Da quando il padre si è pentito, gli amici lo hanno lasciato solo. Ed è triste giocare a pallone da soli, mangiare le arancine da soli, andare in spiaggia da soli. Poi Rosario conosce Anna. Che è a Palermo in vacanza forzata dalla nonna, che parla con l'elegante accento di Milano, che ha letto della mafia solo sui libri. Nella calda estate siciliana i due ragazzi scoprono insieme una Palermo affascinante e piena di contrasti. L'incontro col misterioso Tancredi, un ex direttore d'orchestra deluso dalla vita, rivelerà a Rosario un nuovo universo: quello della musica, che gli regalerà emozioni mai provate prima. Anna riparte, il fratello entra in una cosca, si rifanno vivi i vecchi amici: tutto sembra tornare come prima. Ma non per Rosario, lui è cambiato. Sa che può aspirare a una vita diversa, lui vuole qualcosa di più.


In uno zoo, un ragazzo si sofferma affascinato davanti alla gabbia di un lupo e, siccome l'animale ha soltanto un occhio, anche il ragazzo, con estrema sensibilità, tiene chiuso uno dei suoi. Questo colpisce il lupo che, per la prima volta, supera l'atavica diffidenza nei confronti degli esseri umani e decide di raccontare al ragazzo la sua storia, tutta vissuta sullo sfondo di paesaggi nevosi e cacce solitarie. Anche il ragazzo si confida col lupo e gli parla delle tre Afriche per cui è passato, quella Gialla, quella Grigia e quella Verde: l'Africa dei deserti, L'Africa delle savane e l'Africa equatoriale delle foreste. Il paesaggio, con i suoi colori e le sue atmosfere, ha molta importanza sia nella storia del lupo che in quella del ragazzo africano.


Dopo vent'anni di guerra e d'avventura, Ulisse torna alla sua casa, nella pietrosa isola di Itaca. Vi torna fingendo d'essere straniero, nessuno deve riconoscerlo. E nessuno lo riconosce tranne Argo, il suo vecchio cane, che nel vederlo muore d'emozione e di tenerezza. Dal ciglio del duro Ulisse sgorga una lacrima. Che cosa legava i due, l'uomo e il cane?


Niccolò ha un sogno: vuole suonare la tromba. È per questo che  frequenta il conservatorio in città, tira la cinghia e alla sera lavora per mantenersi. Finché incontra Angie, bella e sicura di sé, che gli chiede di comporre la musica per un'opera rock e, così facendo, lo costringe a scoprire un mondo nuovo.